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Genere: Horror
Numero Pagine: 44 Anno: 2008/2009 |
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Foreste si risveglia all'improvviso. Si ritrova nella camera mortuaria di un ospedale. Ha freddo, fame, sete. Esce dalla camera e, quando incontra un infermiere che sta per terminare il proprio turno, lo aggredisce, lo morde al collo e se ne nutre. In quel momento capisce che la sua vita è completamente cambiata. Capisce che il suo futuro è legato ad una natura che, fino a poco prima, aveva creduto come frutto della fantasia.
Ilaria è in bagno. Si osserva attentamente. Pensa al ragazzo che incontrerà la sera. Dovrà essere perfetta, non deve farselo scappare. Si osserva allo specchio e, all'improvviso, viene colta da strane convulsioni. Si tramuta in un essere orrendo. La soccorre suo padre, che udite le sue grida, corre subito da lei. La distende sul letto e le dice che è tutto a posto, che è tutto normale, che è la natura che fa il suo corso.
Foreste e Ilaria hanno un destino reciproco. Quello di incontrarsi, di sfidarsi. Una lotta all'ultimo sangue, per la sopravvivenza della propria specie...
Seconda edizione nel 2009
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Alessandro Girola ..., April 12, 2008 at 14:39:51 http://mcnab75.livejournal.com/
...Sui vampiri è stato scritto praticamente di tutto, ma a volte è proprio senza arrovellarsi nel tentativo di creare la nuova variante in tema che si riesce a produrre qualcosa di buono. Questo è il caso di "Il desiderio di mordere".
Partiamo dalle piccole cose: ottima (dal mio punto di vista) la decisione dell'autore nell'adottare una narrazione molto descrittiva. Non mancano i dettagli che rendono il tutto molto verosimile, né tantomeno quelli macabri che ben si addicono a un racconto horror. Inoltre il protagonista, da "nuovo nato" (chi s'intende di creature notturne sa di cosa sto parlando) sperimenta tutta una serie di sensazioni nuove, derivate dal suo status di non morto. Esse sono rese quasi sempre al meglio dalla narrazione. Quasi sempre, perché in alcuni punti il protagonista passa troppo rapidamente da un senso di spaesamento al controllo totale delle sue nuove capacità. Per contro, la sua antagonista (una giovane licantropa) è caratterizzata ancor meglio, anche se Silvestri le ha riservato un po' meno spazio. Viene quasi spontaneo tifare per lei, anche perché, in questo racconto, il vampiro è (fortunatamente!) un succhiasangue old style: cattivo e spietato, senza troppi rimorsi di coscienza o tentennamenti nello sgozzare le sue vittime. La scelta dell'autore è quella di descrivere i vampiri come più famelici e insitamente malvagi, mentre i licantropi sono più istintivi e spinti alla trasformazione solo da un processo naturale. La parte principale del racconto è lo scontro finale tra le due creature, ben narrata ed equilibrata, anche se forse è impostata su troppe pagine per mantenere sempre l'adrenalina alta al punto giusto... (estratto dal blog di origine) |
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